La Festa “Controcorrente” de il Giornale al Parco della Versiliana taglia il traguardo con l’intervista finale del vicedirettore Salvatore Tramontano al direttore Alessandro Sallusti. Fabrizio De Feo, sul blog de Il Giornale dedicato proprio alla rassegna organizzata dal quotidiano, parla di un faccia a faccia a cuore e mente aperta sulle prospettive del centrodestra, sull’azione di governo di Matteo Renzi e sul momento della politica italiana. Il primo commento è sul “grande assente”, ovvero lo stesso presidente del Consiglio che non si è presentato per il faccia a faccia con lo stesso Sallusti. “Renzi è andato a New York a vedere il tennis in virtù della sua paraculaggine. Sapeva che una avrebbe vinto e quindi ha deciso di andare. Purtroppo Renzi non mette la faccia in cose in cui non è sicuro di vincere. Non l’ha messa neppure quando un extracomunitario ha ammazzato due italiani, nonostante la figlia lo avesse pregato di andare in Sicilia. La verità è che Renzi sta rischiando di essere un’occasione persa per questo Paese. Ricordo che facemmo il titolo forza Renzi perché un nemico di un mio nemico non può che essere un mio amico e perché stava facendo fuori la sinistra post-comunista. Vi svelo un segreto: una sera a cena Berlusconi ci illustrò quello che poteva essere un progetto politico. Ci disse: se Renzi riuscirà a far fuori la sinistra potrebbe diventare capo di un partito socialdemocratico attorno al 20%. Se io mi libero del caos e delle guerre dentro Forza Italia e faccio Forza Silvio, la Ghisleri mi dice che siamo attorno al 10-12%. Renzi prende il 22, io il 12, insieme governiamo il Paese. Berlusconi dopo il Nazareno si fidava. Poi Renzi è stato risucchiato dalla sinistra, le riforme non le ha fatte e continua a fare concessioni alla sinistra”.
Il discorso si sposta poi sullo stato di salute del centrodestra. “C’è un elettorato dormiente, un Paese intero che non vuole vivere in un Paese con una sinistra egemone. Siamo passati attraverso tutte le varie scissioni, da Fini ad Alfano a Verdini. Ma sono tutti lì in quanto votati da gente che volava portare in Parlamento qualcuno di centrodestra. Comunque io credo che più pulizia si fa meglio è. Non credo che ci sia stata una vera fuga dell’elettorato di centrodestra”. “Per quanto riguarda Berlusconi” continua Sallusti “non ha perso la voglia di completare la sua operazione partita venti anni fa. L’orgoglio dell’uomo gli fa dire che non è giusto che esca di scena dalla porta di servizio. Se la storia si ripete quel 13% che ha attualmente con la sua capacità di fare campagna elettorale si avvicina facilmente al 20 se si va a votare. Non credo che lui voglia ancora fare il premier, credo che gli interessi tenere in piedi e rafforzare quell’elettorato, quella parte d’Italia che la pensa come lui e ha in lui il suo rifermento. Il suo ruolo è ancora indispensabile. Forza Italia è in crisi, su questo non c’è dubbio, ma quel partito lì che rappresenta quella gente lì c’è. Gli elettori ci sono, non c’è più il partito. Ci deve essere qualcosa di nuovo”.