Renzi sta confezionando la peggiore riforma della scuola – di F. M. Zappia

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renzi-portaportaDa tempo ormai ogni governo ha accuratamente approvato solo riforme che lentamente ed inesorabilmente hanno distrutto il nostro sistema scolastico. Sono perfettamente riusciti a far diventare i giovani italiani ignoranti e demotivati. La speranza che potesse esserci qualcuno capace di migliorare la situazione è miseramente naufragata. Il governo Renzi, infatti, con la sua riforma ha proprio toccato il fondo. Che scuola diventerà la nostra? Un’azienda mal funzionante sarà schiava del potere economico e dei presidi. Con i poteri decisionali e di scelta dati ai presidi finirà la libertà del docente sotto tutti i profili. Il clientelismo impererà anche nella scuola che finora ne era stata solo marginalmente sfiorata. A nulla varranno il mettere online i curricula dei docenti o il non doverci essere rapporti parentali perchè vale il detto “fatta la legge scoperto l’inganno”. Il fatto che deve avvalersi del giudizio del Comitato di Valutazione presente nell’Istituto non sempre può essere garanzia nell’assegnazione del premio per merito per svariate cause. Altro motivo di perplessità è dato dalla scelta da parte dei presidi in misura del 10% in relazione al numero dei docenti in organico per formare lo staff di supporto nella gestione dell’Istituto; con quali criteri li sceglierà e assegnerà loro le diverse mansioni? Sono interrogativi le cui implicite risposte evidenziano le pesanti conseguenze che ne potrebbero derivare. Un’altra osservazione riguarda i presidi, che dovrebbero essere valutati ogni tre anni. Ma da chi?

Dagli ispettori come è stato finora con i risultati che tutti sanno, o ci sarà un’apposita commissione? Su questo punto le notizie sono vaghe, non c’è nulla di preciso o di già stabilito nella riforma. Ancora, la ricerca degli sponsor. Tralasciando l’obbrobrio del cinque per mille dato dai contribuenti con la dichiarazione dei redditi, che sarà discusso nella prossima legge di stabilità, è evidente che trovare sponsor comporterà enormi difficoltà e grosse disparità tra regione e regione, per non dire tra città e città e tra città e paese, senza considerare che la scuola diventerà succube dei finanziatori che certamente non danno nulla se non hanno il loro tornaconto. Bastano questo per comprendere come questa riforma sia deleteria e porterà la scuola italiana ad essere superata nella graduatoria mondiale “persino dai paesi più arretrati” dell’Africa. C’è da chiedersi se ci vuole il genio di Leonardo da Vinci per capire che bastano pochi ma efficaci cambiamenti per creare una buona scuola. Primo, strutture adeguate; secondo, non creare classi affollate ed eliminare lo spauracchio della perdita della cattedra e dell’andare in  soprannumero; terzo, adeguare i programmi e i contenuti culturali alle nuove esigenze; non giudicare la bravura dei docenti dal numero di non promossi e promossi; quinto, ma estremamente importante, riconoscere agli insegnanti uno stipendio adeguato, dare loro una formazione valida, motivarli con il riconoscimento della fondamentale importanza del loro ruolo nella società, il cui grado di civiltà è strettamente legato al buon funzionamento del sistema formativo. 

Franca Maria Zappia Tringali

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