Nel contesto dell’ultima cena in cui consumò con i suoi apostoli prima della sua passione e morte, Gesù fece un gesto che è diventato normativo per la Chiesa e per i battezzati: il gesto della lavanda dei piedi. Con quest’umile gesto, Gesù vuole portare i suoi discepoli a comprendere chi egli è veramente: non il re esaltato dalla folla durante l’ingresso a Gerusalemme, ma Il Figlio di Dio venuto per servire; il Dio che ha preso la nostra carne in Cristo per prestarci un servizio di amore sconfinato: la salvezza e la possibilità di partecipare alla vita di Dio. Il gesto della lavanda dei piedi è così un esempio da seguire per tutti i suoi discepoli in tutti i tempi. Forse anche noi, come gli apostoli che non erano preparati a un segno così forte, restiamo storditi e perplessi, eppure Gesù lo fece per darci “un esempio”, perché come ha fatto lui facciamo anche noi. Quindi essere cristiani sul serio significa servire le sorelle e i fratelli con amore: vocazione umile ma sublime che tocca l’essenza della vita della Chiesa e di ogni fedele. Del resto che cosa ha fatto e continua a fare la Chiesa se non mettersi a servizio dell’uomo, soprattutto di quelli più bisognosi di aiuto: basti pensare a tutte le opere di carità pensate e realizzate in questi due millenni cristiani. Se per un istante fossero cancellate le opere della Chiesa, quanto sarebbe più povero il mondo. Le opere di misericordia sono il nostro distintivo di cristiani e ciò che ci rende ancora oggi credibili e affidabili, anche tra i non credenti. Come scriveva don Tonino Bello, vescovo di Molfetta, il primo parato sacro usato da Gesù, non fu la stola, ma il grembiule e, “chi sa che non sia il caso di completare il guardaroba delle nostre sacrestie con l’aggiunta di un grembiule tra le dalmatiche di raso e le pianete di samice d’oro, tra i veli omerali di broccato e le stole a lamine d’argento!”. Dice Gesù nel Vangelo odierno che “Un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato (Gv 13,16): se è così, allora, è bene rivestirci di un grembiule e riscoprire la nostra vocazione al servizio.
Padre Salvatore Alì