Chi scrive ha più volte palesato le sue posizioni: nessun tradimento al liberalismo, al moderatismo e alla visione europea del Ppe, ritenuta universalmente la casa di tutti i moderati di Centrodestra in Europa. Nella città di Paternò vi sono diverse anime che compongono quest’area politica frastagliata e pericolosamente incerta sul suo futuro. La vocazione civica del progetto che portò alla vittoria l’attuale sindaco, ritenuta un modello da imitare, precursore addirittura di quello che sarebbe poi accaduto a Roma con un’alleanza giallo-verde tra i leghisti e i pentastellati, è terminata quando i tre rispettabilissimi eletti di una delle liste civiche di diretto riferimento politico del sindaco risultato vincente hanno formato un gruppo distinto e autonomo dall’idea di civismo cui fino a quel momento ci si era appellati, finanche aggrappati. Un episodio questo che non solo avrà certamente imbarazzato il primo cittadino, vistosi subire un’azione politica che ha squilibrato la maggioranza e gli accordi prima intercorsi anche con una parte di opposizione (vale a dire il M5S), ma anche quella voglia di riposizionamento ai nastri di partenza del proprio recinto politico naturale, vale a dire il Pd e il Centrodestra.
I consiglieri comunali in questione hanno assunto una loro personalissima iniziativa, portando il Partito Democratico in maggioranza (nonostante il Pd non avesse corso con il suo simbolo alle elezioni) e tingendo un pò più di rosso questa Amministrazione. Non è certo ciò che dovrà venire da qui in avanti per chi invece vuole ed anzi deve contribuire alla costituzione di un fronte alternativo alla Sinistre e al grillismo. Ed è per questo che bisognerebbe ripartire da questa Amministrazione, vale a dire da un sindaco da sempre dichiaratosi ispirato ai valori cristiano democratici di Centrodestra, in una posizione certamente di raccordo e garanzia tra tutti gli interlocutori possibili di questa specifica area, mettendo insieme un tavolo politico permanente: dal partito del presidente Nello Musumeci “Diventerà Bellissima” (che pare avrebbe diffidato il consigliere comunale Anthony Distefano dall’utilizzare il simbolo ufficiale del movimento in pubblico, in quanto i vertici di Diventerà Bellissima nel territorio sostengono di fatto l’Amministrazione), a Forza Italia (che in Consiglio siede in opposizione), a Fratelli d’Italia (che in Consiglio è rappresentato da diverse componenti civiche riferimento di Vito Rau, ed un’altra che guarda a Forza Italia di cui è riferimento l’attuale vicesindaco Ezio Mannino. Più altri cespugli eletti nella lista “Naso Sindaco”.
Da qui, il confronto andrà necessariamente aperto a gruppi, partiti minori e movimenti, a tutti quelli che vanno dal Pd, passando per il M5S e CasaPound, vale a dire quel ceto cosiddetto medio che chiede ormai da troppo tempo riferimenti certi e credibili. Ed un progetto certo di città.
Al contempo, un appello al consigliere Distefano: collega, tu sai quanto ti stimo. Su alcuni punti abbiamo privatamente concordato quando vi è stata l’occasione, e continueremo certamente a farlo finché la nostra onestà intellettuale ce lo consentirà, speriamo a lungo. Ma essere minoranza non equivale ad essere necessariamente opposizione. Si è minoranza per uno strano gioco dei numeri, ma non per forza nelle azioni. Cerca di aprire, compatibilmente alla tua linea, alle altrettante aperture provenute sovente verso chi governa attualmente questa città. Acqua sotto i ponti ne passerà, le faccende ce le sbatteranno e sbatteremo in faccia così come abbiamo sempre fatto, con il massimo rispetto. Ma questa è una fase in cui tutti abbiamo il dovere di offrire il nostro contributo. E tu sei nella posizione di potere – e mi permetto “dovere” – di dare l’esempio più e meglio di altri.