Centrodestra, l’unità va salvaguardata. Berlusconi ritiri Bertolaso

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Berlusconi e Bertolaso

Berlusconi e Bertolaso

di Andrea Di Bella

Lo si scrive a malincuore, considerato il fatto che quando si parla dell’ex capo della Protezione Civile come di un “campione del fare” lo si fa in modo autentico, proprio perchè lui medesimo è realmente uomo concreto e di elevate competenze manageriali. Su questo nessuno avrebbe modo di smentire. Ma la politica è un’altra cosa. E’ vero ciò che dice Berlusconi, quando si intestardisce sul fatto che i patti vanno rispettati e che l’accordo sul candidato sindaco di Roma fu stipulato dai tre leader rispettivamente di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega. E’ vero anche che se si è giunti ad un graduale raffreddamento degli entusiasmi, un motivo c’è. Ed il motivo è che il candidato proposto a gran voce dall’ex premier non è penetrato adeguatamente nella classe dirigente dei rispettivi movimenti alleati, oltre che nell’elettorato di destra. Complici certo anche le uscite infelici dello stesso candidato in pectore, poi sostanzialmente ritrattate quando il peggio era ormai compiuto. 

Senza fronzoli, Berlusconi deve ritirare la candidatura di Guido Bertolaso a sindaco di Roma per Forza Italia, dato al 12% dietro a Giorgia Meloni accreditata di quasi il doppio con circa il 20%. Fratelli d’Italia e la Lega Nord, anche nel corso dello scorso weekend, hanno recapitato ad Arcore un messaggio chiaro ed incontrovertibile: se non c’è l’accordo a Roma – ovvero se il leader di FI non converge sulla Meloni – l’alleanza sarebbe a serio rischio in tutte le città chiamate al voto il prossimo 5 giugno. La paura più grande è che lo strappo potrebbe portare a gravi ripercussioni anche in vista delle Politiche. Fermo restando la ormai conclamata spaccatura in tre parti della stessa Forza Italia sulla questione romana (il “cerchio magico” Rossi-Bergamini-Pascale ed altri esponenti come Tajani che spingono su Bertolaso, chi andrebbe all’accordo con Meloni e Salvini (da Toti a Brunetta) e chi ha una posizione moderata come Romani, Gelmini e Matteoli), c’è chi non vedrebbe male un sostanziale passo indietro (o di lato) dello stesso Bertolaso che, ritirandosi in modo spontaneo, favorirebbe in modo naturale il sostegno a Giorgia Meloni da parte di tutti i partiti del centrodestra. Prima di compromettere ulteriormente un clima già abbastanza compromesso, farebbe bene Silvio Berlusconi a cedere la posizione dello stesso Bertolaso candidato sindaco, favorire un ricompattamento della coalizione (a Roma come nel resto dei grandi centri) e proporre l’ex capo della Protezione Civile quale city manager per Roma Capitale, in testa all’emergenza degrado, o anche vicesindaco con poteri speciali. Più concretamente Bertolaso potrebbe ritirarsi del tutto, su indicazione di Berlusconi, che potrebbe spenderlo sul tavolo della trattativa in seno alle prossime elezioni Politiche quale candidato premier per il centrodestra, e contestualmente come leader di Forza Italia. Un’eventualità, quest’ultima, che lo stesso Berlusconi ha nel recente passato più volte considerato.