Fonti bene informate riferiscono di un sindaco Mauro Mangano parecchio nervoso e infastidito. Questa mattina, infatti, era convocato a Paternò il consiglio comunale con all’ordine del giorno l’approvazione del bilancio di previsione (ormai divenuto un consuntivo, presentato a fine anno). Un bilancio portato in Consiglio Comunale per la seconda volta consecutiva con parere negativo da parte del Collegio dei revisori contabili. Oggi avrebbe rappresentato anche il punto di demarcazione più netto, ma la seduta è andata rimandata per assenza di numero legale. Ed intanto l’appuntamento consiliare è servito a stabilire ancora una volta nomi e cognomi di chi si oppone fermamente a questa esperienza amministrativa e chi ne ha a tratti sposato le iniziative, in consiglio e nella città. Ed infatti il Partito Democratico si è spaccato, subendo un’ulteriore defezione a sinistra con l’assenza in aula dei consiglieri Ezio Messina (ex capogruppo) e di Filippo Sambataro, attuale segretario del partito. Un segnale fortissimo che ha scosso ulteriormente la ex maggioranza. E se nel centrosinistra si subiscono perdite giorno dopo giorno, tra la minoranza consiliare sembra trovarsi sempre più sponda tra i consiglieri di Nuovo Centrodestra Pietro Cirino e Marco Tripoli (Guerrina Buttò era assente al momento della conta). Presenti in aula anche i consiglieri eletti col centrodestra Francesco Rinina e Alfio Virgolini, oltre che l’autonomista Filippo Condorelli. Assenti anche il presidente del Consiglio Comunale Laura Bottino (la seduta è stata presieduta dal vicepresidente Nino Calabrò, attuale capogruppo Pd) e Giancarlo Ciatto. Assente compatto tutto il resto dell’opposizione. In maggioranza assenti anche Giuseppe Gentile (Megafono), Alfredo Sciacca (Percorso Popolare – Area Pd), Ionella Rapisarda (recentemente passata di fatto dall’opposizione alla maggioranza). Un chiaro segnale, pare evidente, di come la maggioranza a Palazzo Alessi sia di fatto progressivamente mutata con uno spostamento degli equilibri più orientati a cercare (e trovare puntualmente) consensi in coloro che furono eletti all’opposizione.
Il tracollo a sinistra del Pd, con l’assenza del coordinatore cittadino in aula, ha portato ad una nota congiunta dei tre democratici rimasti in Consiglio Comunale Giuseppe Di Benedetto, Salvatore Campisano e lo stesso Nino Calabrò (nel 2012 gli eletti nel Pd furono 13). Si legge nella nota: «Siamo colpiti ed amareggiati dalla defezione odierna, nella seduta che aveva per punto all’ordine del giorno l’approvazione del bilancio, dei consiglieri comunali del PD Messina e Sambataro (quest’ultimo segretario in carica del Partito Democratico). Proprio su iniziativa di quest’ultimo, la maggioranza aveva dibattuto sancendo la propria unanime volontà di approvare lo stesso in data odierna». E si aggiunge, infine: «La posizione del Partito Democratico sarà quella di essere in aula domani per dare il proprio contributo per l’approvazione ed è evidente che le defezioni saranno in netto contrasto con la linea politica del gruppo consiliare e del partito democratico. E’ altrettanto evidente che, come gruppo consiliare, non potremmo tollerare questo affronto ai danni della città». Morale della favola: si intende l’episodio di oggi nel Pd un incidente di percorso, riparabile con l’allineamento al partito nella seduta di domani. Un allineamento che, se non dovesse presentarsi, renderebbe di fatto incompatibile la presenza dei consiglieri Messina e Sambataro nel Pd. Specie di quest’ultimo, di cui verosimilmente verranno chieste le dimissioni da coordinatore del partito.