Niente contro-dazi impulsivi e niente isterismi da mercato. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, dal Forum Ambrosetti di Cernobbio, invita alla calma di fronte all’introduzione dei dazi americani.
“Serve sangue freddo”, ha detto, bocciando ogni tentazione di misure ritorsive: una strategia del genere “potrebbe danneggiarci più di quanto ci protegga”. L’obiettivo, chiarisce, è una de-escalation con Washington, evitando reazioni emotive: “Non bisogna pigiare il bottone del panico”.
Giorgetti si è detto convinto che questo approccio pragmatico debba diventare linea guida europea, anche perché “le Borse reagiscono con razionalità solo quando gli conviene, altrimenti seguono istinti da branco”.
Sul fronte interno, ha aperto alla possibilità di aiuti economico-finanziari per le imprese colpite, ma con un limite chiaro: “Servono margini consentiti dalle regole europee”. E qui lancia una provocazione: “Mettiamo in pausa il Patto di stabilità, come abbiamo fatto col Covid”, perché l’impatto dei dazi potrebbe essere sistemico.
In conclusione, Giorgetti ricorda la zavorra storica del debito pubblico italiano: “Non possiamo ignorarla. Gli spazi di bilancio dell’Italia non sono quelli della Germania”. Tradotto: chi invoca piogge di soldi senza copertura, fa i conti senza il Tesoro.