Paternò, caso Servizi Sociali. La nota FP Cgil: “Forte preoccupazione”

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Sospeso il servizio sociale correlato al fondo povertà nei Comuni di Paternò, Belpasso e Ragalna. La FpCgil di Catania con una nota indirizzata ai Comuni in questione manifesta preoccupazione per l’interruzione a partire da lunedì 17 marzo del servizio reso ad un’utenza fragile. Dichiarano Concetta La Rosa segretaria generale della FpCgil Catania ed Elena Scuderi segretaria provinciale FpCgil Catania: “Da tempo ormai portiamo avanti il tema del potenziamento e la stabilizzazione del servizio sociale territoriale attraverso l’incremento di risorse destinate alle assunzioni di personale dedicato e alla reinternalizzazione dei servizi sociali. Non possiamo però tralasciare quanto il servizio sociale affidato da 6 anni a questa parte alle cooperative sociali sia stato degno di merito. Assistenti sociali, educatori e amministrativi hanno garantito il funzionamento di misure di contrasto alla povertà e sono continuamente a confrontarsi con la scadenza del loro contratto in attesa di eventuali proroghe. Le stesse che auspichiamo possano essere prodotte in attesa che si completino le procedure concorsuali adottate nei comuni di Paternò e Belpasso”. Per questi motivi il sindacato ha chiesto un “incontro urgente” al Comune di Paternò per “ricercare soluzioni condivise”.

La missiva del sindacato FP Cgil inviata al sindaco di Paternò, al segretario generale e al responsabile Servizi Sociali dell’Ente.

In un’intervista nelle scorse ore, l’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Paternò Giovambattista Caruso si è detto “preoccupato” per le esigue risorse umane che adesso dovranno fronteggiare la enorme mole di lavoro negli uffici di sua competenza presso l’Ente Comunale, dichiarando anche che sarebbe eventualmente pronto a lavorare per “una proroga” del servizio dei 10 lavoratori che hanno già nella giornata di ieri venerdì 14 marzo terminato il loro lavoro. Sentiti dalla nostra Redazione, alcuni rappresentanti dei lavoratori si sono detti disponibili ad un dialogo con l’Ente ma solo a condizione che venga reso pubblico un nuovo Bando di selezione delle unità professionali richieste dai Servizi Sociali, prioritariamente a garanzia della corretta erogazione di supporto essenziale ai cittadini svantaggiati, e “che tenga conto dell’esperienza maturata negli ultimi 6 anni dai lavoratori, così come avvenuto nel Comune di Belpasso”.