Dopo aver archiviato il Festival di Sanremo 2025, Carlo Conti si gode il successo e risponde alle curiosità sul futuro, senza fretta ma con chiarezza. In un’intervista rilasciata a la Repubblica, il conduttore ha commentato l’esperienza all’Ariston con il suo consueto stile diretto e ironico.
“Non ho messo il turbo, è il mio ritmo”, ha detto, riferendosi alla velocità con cui ha scandito le cinque serate del Festival, facendo sorridere il web. “Scherzavano sulla rapidità, ma è semplicemente il mio modo di condurre. All’Ariston forse ha fatto più effetto.”
Sul futuro professionale, Conti ha le idee piuttosto chiare. “Sono in Rai da 40 anni, mi sembra di avere la maglia stampata sulla pelle”, ha confessato, escludendo categoricamente un passaggio ad altre reti come Mediaset o Nove. “Mi sembrerebbe di tradire. Quest’anno festeggio i 40 anni dal primo contratto, ho fatto tutta la gavetta, rubrichette, quiz, prime serate. Su questo Sanremo non ho avuto mezza indicazione da nessuno.”
E se qualcuno lo immagina pronto a firmare per un’altra emittente, la risposta è spiazzante: “Sa cosa dovrebbero offrirmi? La pensione”, ha scherzato. “Ancora due anni e poi si vedrà. Nel 2026 sarò di nuovo direttore artistico, poi nel 2027 chissà”.
Al di là dei numeri e delle strategie televisive, ciò che lo rende più orgoglioso è il rapporto con il pubblico: “Vale più dello share”, ha sottolineato. “Quando la gente mi ferma per strada e dice ‘Carlo, sei uno di noi’, mi emoziona. Perché è vero: io sono uno del pubblico”.