Le donne in Italia continuano a guadagnare meno e a lavorare meno rispetto agli uomini. Il tasso di occupazione femminile è inferiore di 17,9 punti rispetto a quello maschile e, anche quando hanno un impiego, le lavoratrici percepiscono in media il 20% in meno dei colleghi uomini.
A fotografare questa situazione è il Rendiconto di genere presentato dal Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’INPS, che evidenzia come la disparità retributiva e professionale sia ancora profondamente radicata.
La differenza salariale dipende da diversi fattori, tra cui:
- Maggiore diffusione del part-time tra le donne, che rappresentano il 64,4% dei lavoratori a tempo parziale.
- Più bassi livelli di qualifica rispetto agli uomini.
- Minore ricorso agli straordinari.
- Meno contratti stabili: solo il 18% delle donne viene assunto con un contratto a tempo indeterminato, contro il 22,6% degli uomini.
Eppure, nonostante siano mediamente più istruite, le donne fanno molta più fatica a fare carriera. Solo il 21% dei dirigenti e il 32,4% dei quadri sono donne. “Sono ancora rilevanti le condizioni di svantaggio delle donne nel nostro Paese, nell’ambito lavorativo, familiare e sociale” ha sottolineato il Civ dell’INPS.
Un dato preoccupante riguarda anche il part-time involontario: il 15,6% delle donne occupate non sceglie il lavoro a tempo ridotto, ma vi è costretta. Una percentuale tre volte superiore a quella degli uomini (5,1%). Mentre il dibattito sulla parità di genere continua, i numeri dimostrano che la parità nel mondo del lavoro è ancora lontana.