Doveva essere un’opportunità, ma per oltre 1,2 milioni di famiglie si è trasformata in un salasso. Nel passaggio al mercato libero dell’energia elettrica, le tariffe sono lievitate in media del 80% rispetto al Servizio a Tutele Graduali e del 44% rispetto al vecchio mercato tutelato. Insomma, una batosta in bolletta, con aumenti fino a 432 euro annui per chi ha scelto contratti a prezzo variabile e 405 euro per quelli a prezzo fisso.
A denunciare la situazione è Assium, l’associazione degli utility manager, che ha analizzato i dati di Arera. Il quadro è chiaro: a gennaio 2024, 4,4 milioni di famiglie non vulnerabili erano ancora nel mercato tutelato. Poi, con la sua abolizione a luglio, 1,2 milioni di utenti si sono trovati a scegliere tra le Tutele Graduali o il mercato libero. Risultato? In sei mesi, 570mila famiglie hanno lasciato le Tutele Graduali per firmare un contratto con un operatore privato. E oggi si ritrovano con bollette molto più salate. Un “libero mercato” che sembra avvantaggiare solo i fornitori, mentre i consumatori pagano il conto.