Ignazio La Russa, numero due nazionale di Fratelli d’Italia, fedelissimo di Giorgia Meloni e già ministro della Difesa del Governo Berlusconi, è stato eletto presidente del Senato della Repubblica. La coalizione di Centrodestra ha tenuto.
L’IDENTIKIT: Di origine catanese (il padre Antonino La Russa, già segretario politico del Partito Nazionale Fascista di Paternò negli anni quaranta, fu nel dopoguerra senatore del Movimento Sociale Italiano), La Russa ha studiato a San Gallo, in un collegio della Svizzera tedesca, per poi laurearsi in giurisprudenza all’Università di Pavia. Viene candidato alle elezioni regionali in Lombardia del 1985 dall’MSI, venendo eletto nel collegio di Milano con 24 096 preferenze in consiglio regionale della Lombardia. Viene poi riconfermato alle regionali lombarde del 1990 con 13 807 preferenze. Nel 1987 fu il legale della famiglia Ramelli al processo per l’omicidio del giovane militante missino. Dal 1989 al 1994 è stato consigliere comunale di San Donato Milanese.
Alle elezioni politiche del 1992 viene candidato, ed eletto, contemporaneamente sia alla Camera dei deputati nella circoscrizione Milano-Pavia con 26.098 preferenze sia al Senato della Repubblica nella circoscrizione Lombardia nelle liste dell’MSI, optando per il seggio alla Camera.
Venne riconfermato tra le liste di Alleanza Nazionale alla Camera nelle politiche del 1994 nella circoscrizione Lombardia 1, nonostante la sconfitta nel collegio uninominale Milano 1 (vinto da Umberto Bossi per il Polo delle Libertà), totalizzando l’8,96%. Fu eletto successivamente Vicepresidente della Camera.
Durante la Svolta di Fiuggi nel 1995, fu in prima linea nella fondazione di Alleanza Nazionale, guidata da Gianfranco Fini. Venne rieletto nuovamente nel collegio uninominale Milano 2 nel 1996 per il Polo per le Libertà con il 47,77% (superando Carlo Paris dell’Ulivo con il 37,18%) e nel 2001 per la Casa delle Libertà con il 52,03%, sopravanzando Marco Lamonica dell’Ulivo (38,36%). È stato capogruppo di AN dal 4 giugno 2001 all’8 ottobre 2003. Si è candidato alle elezioni amministrative del 2004 come consigliere della provincia di Milano nel collegio di Busto Garolfo, ma non è eletto. Viene rieletto deputato nella circoscrizione Milano 1 alle elezioni del 2006 e del 2008, questa volta nelle liste del Popolo della Libertà.
Il 7 maggio 2008 viene nominato ministro della difesa all’interno del nuovo governo Berlusconi IV, giurando nelle mani del Capo dello Stato il giorno dopo, e l’11 maggio 2008 diviene reggente di AN; ha detenuto quest’ultima carica fino all’ingresso di Alleanza Nazionale nel Popolo della Libertà, fatto avvenuto il 29 marzo 2009, venendo poi nominato coordinatore nazionale del PdL assieme a Sandro Bondi e Denis Verdini.
Si candida alle elezioni europee del 2009 nella circoscrizione Italia nord-occidentale e viene eletto con 223.986 preferenze, secondo solo a Silvio Berlusconi, ma decide di rinunciare al seggio in favore di quello alla Camera dei Deputati. A fine 2009, con la legge finanziaria 2010 La Russa avvia la Difesa Servizi S.p.A., società che nascerà con il compito di valorizzare i marchi della Difesa, dismettere beni non più utili alla difesa nazionale e per effettuare acquisti con il modello Consip.
Fu lui a convincere Berlusconi a partecipare all’intervento militare in Libia del 2011, che pose fine al regime di Gheddafi. Inoltre era favorevole a un intervento di cessate il fuoco da parte dell’Italia nella seconda guerra in Ossezia del Sud, che vedeva un conflitto tra la Russia e la Georgia; Emanò la legge 100/2009, in materia di contrasto alla pirateria, e istituì la giornata del ricordo dei caduti nelle missioni internazionali per la pace, oltre a ottenere il riconoscimento ufficiale del 17 marzo come festa nazionale in quanto festa della proclamazione del Regno d’Italia.
All’interno del PdL, il 2 maggio 2009 La Russa ha fondato «La nostra destra», per rivendicare la sua cultura politica di provenienza, e per sostenere come la corrente minoritaria dei cosiddetti finiani non rispecchi più quelle che sono a suo parere le posizioni della destra. Il 17 dicembre 2012 annuncia la sua uscita dal Popolo della Libertà e tre giorni dopo fonda, assieme a Giorgia Meloni e Guido Crosetto, il nuovo partito Fratelli d’Italia. Alle politiche del 2013 è rieletto deputato con Fratelli d’Italia, optando per il seggio nella circoscrizione Puglia.
Dopo 26 anni trascorsi ininterrottamente alla Camera dei deputati (dal 1992 al 2018), alle elezioni politiche del 2018 viene candidato al Senato della Repubblica nel collegio uninominale Lombardia – 04 (Rozzano) per la coalizione di centro-destra in quota Fratelli d’Italia, e viene eletto senatore con il 44,52% dei voti contro il candidato del Movimento 5 Stelle Daniele Pesco (26,3%) e del centro-sinistra, in quota Partito Democratico, Michela Fiorentini (23,44%).
Il 28 marzo 2018 viene eletto Vicepresidente del Senato della Repubblica con 119 voti. Alle elezioni politiche anticipate del 25 settembre 2022 viene candidato per il Senato nel collegio uninominale Lombardia – 05 (Cologno Monzese) per il centro-destra, oltreché come capolista nel collegio plurinominale Lombardia – 02.[15] Vince il collegio uninominale con il 46,40%, superando Adriana Albini del centrosinistra (29,07%). (Fonte bio: Wikipedia)