Tra i quesiti sulla giustizia, la Corte costituzionale ha bocciato il referendum sulla responsabilità civile diretta dei magistrati, dichiarando l’inammissibilità del quesito. Oggi la responsabilità è indiretta, lo Stato risarcisce il cittadino che ha subito un danno ingiusto e poi può rivalersi sul magistrato che ha sbagliato. La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile anche il referendum sulla depenalizzazione della coltivazione della cannabis. “Il referendum non era sulla cannabis, ma sulle sostanze stupefacenti. Si faceva riferimento a sostanze che includono papavero, coca, le cosiddette droghe pesanti. E questo era sufficiente a farci violare obblighi internazionali”, ha detto il presidente Amato in conferenza stampa, spiegando la bocciatura del quesito.