Si apre la partita dei ballottaggi, ma con un retrogusto amaro per il Centrodestra. Ed intanto Matteo Salvini ribadisce l’autocritica. “Una riflessione, senza inventarsi scuse: se la metà dei cittadini sceglie di non votare non è certo colpa loro, è solo colpa nostra. Dei nostri errori, litigi e ritardi: che mi serva e ci serva di lezione”. Così Salvini torna su Fb.
“Il segretario deve fare il segretario, e gli amministratori gli amministratori. Quando le dimensioni si sommano si fa gran confusione”. Lo ha detto Luca Zaia, rispondendo a una domanda sulle divisioni nella Lega dopo le amministrative. “Le polemiche hanno riguardato tutti i partiti, e probabilmente non saranno finite”, ha detto ai giornalisti. “Non è un problema di linea politica – ha aggiunto Zaia – ci si confronta. Poi l’amministrazione è una macchina che si ‘tara’ giorno per giorno. E poi su vaccini e Green pass come Lega avevamo già fatto un documento esplicito”, ha concluso.
“L’area riformista (dai moderati che non vogliono Salvini e Meloni, fino ai democratici che non vogliono morire grillini) è fortissima. Sia dove vinciamo, sia dove facciamo testimonianza, i risultati sono molto buoni. E questo è fondamentale in vista del 2023”. E’ l’analisi del voto del Leader Iv Matteo Renzi nell’enews.”Che dire: con l’1% abbiamo preso più consiglieri comunali di M5s. Italia Viva è viva. I Cinque Stelle no. Evviva l’1%! A forza di sottovalutarci ci fanno bene. Adesso dobbiamo costruire un’area vasta di riformisti e liberali, tutti insieme”.
E Meloni rilancia la proposta fatta ieri a caldo dopo il voto: “Il centrodestra è d’accordo sul fatto che Mario Draghi potrebbe essere un buon presidente della Repubblica e che in quel caso si potrebbe tornare a votare subito. O qualcuno pensa davvero, come ho letto di recente in qualche ricostruzione giornalistica, che noi possiamo eleggere Draghi al Quirinale e mettere un’altra persona al governo senza passare per il voto dei cittadini?. Escluso che qualcuno possa pensarci seriamente”. Ma Forza Italia si smarca. Non c’è nessun accordo nel centrodestra sull’ipotesi, avanzata da Giorgia Meloni, che Mario Draghi diventi il prossimo presidente della Repubblica e che quindi si torni al voto subito. E’ quanto si apprende da fonti di Forza Italia, riprese anche da Ansa, che esprime stupore per la posizione non concordata all’interno della coalizione ed espressa oggi dalla leader di FdI in una conferenza stampa a Roma. FI fa notare, inoltre, come il presidente Silvio Berlusconi abbia ribadito anche di recente che Mario Draghi dovrebbe restare al governo fino a fine legislatura e che nel partito nessuno lo abbia mai indicato al Quirinale.