Lockdown o coprifuoco anticipato. Draghi studia nuove restrizioni

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Il presidente del Consiglio Mario Draghi. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

Altre regioni in zona rossa.  È quanto si aspetta il ministro della Salute Roberto Speranza. Parla, il ministro, alla trasmissione ‘Mezz’ora in più’ su Raitre condotta da Lucia Annunziata. E le sue parole non sono certo un inno all’ottimismo: “Noi monitoriamo la curva e verificheremo quali misure siano più adeguate, io mi aspetto che le varianti (al Coronavirus, ndr) abbiano un impatto (stimato attorno al 50%, ndr) e che che altre regioni vadano verso il rosso”.

Insomma, c’è poco da star allegri anche perché solo nello scorso fine settimana la mappa colorata d’Italia aveva già virato decisamente verso l’arancione scuro e il rosso (qui vi spieghiamo la mappa aggiornata comune per comune). Con la conseguenza di ulteriori restrizioni, interi territori in zona rossa e, da domani, quasi 6 milioni di studenti a casa in dad. Anche se c’è chi ritiene che il lockdown non sia la cura.

Del resto gli stessi scienziati del Comitato tecnico scientifico hanno già preso posizione raccomandando al governo di adottare restrizioni più stringenti per far fronte alla corsa del virus. Un appello che raccoglie oggi anche Luigi Di Maio: “Con questi numeri servono misure più rigide, come sta chiedendo anche il comitato tecnico scientifico”, dice il ministro degli Esteri chiedendo che le forze politiche “si concentrino sulla gestione della crisi sanitaria”.

Scontato che nei prossimi giorni il governo studi le possibili misure e non è escluso che entro la fine della settimana possa essere varato addirittura un nuovo Dpcm con un’ulteriopre stretta nazionale.  Già lunedì 8 marzo potrebbe far chiarezza il premier Draghi che invierà un messaggio per la Festa della donna alla commissione Pari Opportunità.  Ma quali sono le ipotesi in campo? Vediamole.

1) Lockdown nazionale

E’ l’ipotesi estrema che nessuno vuole. Chiudere tutta l’Italia per due-tre settimane in modo da frenare le varianti e mettere in sicurezza la campagna vacdcinale. Estrema ratio, s’intende. La misura più drastica alla quale si ricorrerebbe solo se i numeri diventassero drammatici.

2) Lockdown locali automatici

Un’altra opzione è quella di rendere automatico la zona rossa locale quando l’incidenza settimanale dei casi superi i 250 nuovi positivi ogni 100mila abitanti. Adesso il Dpcm 2 marzo consente ai governatopri la facoltà di chiudere le scuole se si supera questo parametro che potrebbe invece diventare l’indicatore più importante per far scattare il lockdown locale.

3) Weekend  rosso

Altra ipotesi: quella di chiudere tutta l’Italia ma soltanto nei weekend sul modello di quello che è successo a Natale con la calendario a giorni colorati.

4) Weekend arancione

Opzione meno drastica: il weekend arancione con la chiusura di bar e ristoranti ma negozi aperti e diviteto di uscita dal comune.

5) Coprifuoco anticipato

Attualmente il coprifuoco è dalle 22 alle 5. Se passa la linea di cambiarlo potrebbe essere anticipato alle 19 o alle 20. Ricordiamo che ad esempio in Francia scatta alle 18. Quotidiano.net