La sinistra è stata letteralmente schiacciata dal centrodestra nelle elezioni regionali in Umbria.
Il M5S ha fatto una figuraccia: si è fermato al 7%, ma cerca di tranquillizzare dicendo che i risultati di ieri non hanno nulla a che vedere con la tenuta del governo. Dice. Ma il caos c’è e i gialli e i rossi iniziano ad accusarsi a vicenda. “Esperimento che non ha funzionato”, dice Giggino. E Zingaretti gli fa eco dicendo che adesso il Pd deve “riflettere molto su questo voto e le scelte da fare”. Fatto sta che la sberla in faccia se la sono presa. Pure sonora. E intanto il centrodestra gongola. Donataella Tesei, infatti, ha staccato l’avvarsario di ben 20 punti.

Silvio Berlusconi, presidente di Forza Italia
Il voto in Umbria – dice Silvio Berlusconi – è “un avviso ulteriore di sfratto a questa coalizione confusionaria, improvvisata, pasticciata. Ma loro resteranno assolutamente in carica, legati come sono alle poltrone dalla loro voglia di potere. Dall’Umbria è venuta una vittoria molto importante che non interessa soltanto i cittadini della Regione Umbria, che pure erano intrappolati in un sistema di potere che durava da 50 anni”. L’avviso di sfratto c’è, ma questi dalla poltrona non si staccano. Anche Giuseppe Conte ha minimizzato e ha promesso di andare avanti. Figuriamoci.
E sulle Regionali in Emilia Romagna il Cav non ha alcun dubbio: i fortini rossi non esistono più. “Non ci sono fortini rossi – spiega -. Lucia Borgonzoni è un’ottima candidata, è la candidata dell’intera coalizione: la sosteniamo in modo convinto e unitario. L’Umbria dimostra che non esistono più fortini rossi e, pertanto, credo che abbiamo anche in Emilia Romagna la possibilità di una vittoria con un distacco dalla sinistra considerevole”.