Paternò, parlano le opposizioni: “Il sindaco Naso naviga a vista”

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di Lucia Paternò

Rivoluzione e cambiamento. Sono concetti individuali per tanti. La questione tuttavia non è relativa alla semantica ma alla vita reale, a quella sociale ed economica di una popolosa comunità come quella paternese. Dunque, dopo un anno dal cambio amministrativo-istituzionale per la città di Paternò cosa è mutato, cosa si percepisce di inedito rispetto al passato e non necessariamente in un confronto, anche abbastanza scontato, con quello più prossimo? Non sembra ci sia un palese malcontento, in verità. Sui quesiti inerenti la situazione istituzionale paternese abbiamo chiesto lumi all’opposizione consiliare per comprendere cosa stia facendo. Contattati tutti i capigruppo soltanto qualcuno manca all’appello, ma solo perché il telefono era momentaneamente irraggiungibile, un’idea sulle possibili mosse da attendersi la si può desumere dalle loro dichiarazioni.

Si respirerebbe ancora un clima da campagna elettorale, secondo il consigliere Piero Cirino capogruppo di “Paternò 2.0”, dove i proclami prevarrebbero sull’azione governativa: «Le amministrazioni un po’ dappertutto non vivono momenti felici per diversi aspetti. Per quanto riguarda Paternò – queste le sue parole – mi pare che oltre gli aspetti folcloristici non si stiano curando i temi importanti. Silenzio sul PRG, sulla questione cimiteriale, sulla formazione del personale, sulla municipalizzata, sul corpo della Polizia Municipale, la pianta organica per la città di Paternò dovrebbe essere di 130 unità invece siamo a 27 e di questi solo 7 si occupano di viabilità, il resto sono part-time. Se non si riesce ad agire con i concorsi continueremo ad avere i soliti problemi. Non abbiamo nemmeno un Bilancio. Se non verifichi le reali possibilità dell’Ente come fai a programmare? E’ normale che tutto rimanga fermo. E’ una città che non riesce ad avere una svolta. Anche l’opposizione è molto stanca. Noi non ci stiamo facendo sentire. Mi auguro – ha proseguito Cirino – quanto prima un po’ di respiro. Non solo il Giro d’Italia o la Festa Medievale, eventi certamente di rilievo, ma anche i problemi dei doposcuolisti, tutte le questioni che incidono sulle casse comunali facendoci rasentare il dissesto. Bisognerebbe chiarire meglio la questione delle deleghe: il Sindaco ha messo in cattiva luce i suoi assessori, sia nel loro ruolo politico che in quello istituzionale».

Palazzo Alessi a Paternò, sede del Consiglio Comunale.

Palazzo Alessi a Paternò, sede del Consiglio Comunale.

Se c’è chi attende il completamento del primo anno per esprimere con più vigore il proprio disappunto e chi fa un mea culpa parlando di “opposizione stanca”, chi non ha mai fatto mancare le critiche è stato il gruppo del Movimento Cinquestelle. «Da parte nostra su alcuni aspetti l’impressione è che nulla sia mutato. Molto fumo e poco arrosto, potremmo dire – sono le affermazioni del capogruppo Marco Gresta –  sintetizzando il nostro pensiero. La gestione economica – finanziaria del Bilancio non può non essere affrontata. Ad oggi, a maggio, non abbiamo il Bilancio Consuntivo del 2017. Siamo in alto mare, per quel che riguarda lo strumento finanziario. Perché l’aspetto economico-finanziario incide su tante cose tra cui la viabilità e il decoro urbano. Tappare quei quattro buchi non vuol dire risolvere il problema delle strade. Sulla raccolta differenziata al di là dei proclami non pare ci siano reali cambiamenti. Bisogna intervenire sugli introiti – ha presentato le sue soluzioni su alcuni dilemmi, Gresta – che il Comune può avere, per esempio facendo un censimento dei passi carrabili e risolvere al contempo il posteggio selvaggio. Bisognerebbe regolare anche i lavoratori ambulanti, perché in questo caso non c’è un’indicazione chiara da parte dell’Amministrazione e gli stessi agenti di Polizia Municipale non sanno cosa fare. Al di là del “presente sempre” che va bene, il sindaco ha tralasciato molte questioni come i Servizi Sociali. Per tre mesi non si è fatto – ha concluso Gresta – nulla e non è stata fornita alcuna risposta concreta. Anche nei Servizi Sociali se non è chiaro quanto possiamo spendere non si può procedere, ecco perché è fondamentale e propedeutico il Bilancio. Manca una programmazione per i vari settori. In questo momento si naviga a vista senza una direzione precisa».

Quel che viene contestato è soprattutto la questione relativa il Bilancio, ma sullo stallo rispetto allo strumento finanziario è direttamente il sindaco Nino Naso ad esprimersi: «Aspettiamo il giudizio sul contenzioso dell’Ipab “Salvatore Bellia”, quando avremo un responso potremmo procedere. Questo è un grosso problema per il Comune, essendoci questo giudizio in corso rispetto al quale dovremmo accollarci 3 milioni di euro di debiti e la ricollocazione del personale. Avendo questa tegola sulla testa – ha spiegato il Sindaco – non possiamo fare nulla, solo aspettare. Abbiamo pensato a fare opposizione attraverso il Consiglio di Giustizia Amministrativa), ma intanto si attende il giudizio. A livello di immagine della città mi pare non ci sia nulla da eccepire: per Natale, Santa Barbara e non solo, abbiamo fatto del nostro meglio. Per la differenziata siamo arrivati al 41 per cento: l’assessore Mannino, con il consigliere Gulisano e l’ispettore Rizzo, hanno fatto il porta a porta per i controlli».

Di tutt’altro avviso il consigliere Anthony Distefano, che fu candidato sindaco lo scorso anno proprio contro Naso: “Speriamo di tirare le somme tra un paio di settimane. Fino ad ora sembra che ci sia una città molto ferma. Nulla si è fatto sul fronte dello sviluppo economico, manca una visione della città. Non si parla neanche più di Piano Regolatore Generale. Le attività commerciali permangono in una situazione difficile. Poco è stato fatto sul piano delle iniziative culturali e anzi, meno male che ci sono le associazioni. Nel primo anno – prosegue Distefano – abbiamo deciso di aspettare, di concedere il tempo per capire come muoversi, ma tutto è assolutamente immobile. Non basta la buona volontà. E sul Consiglio: “In Assise non vediamo neanche delibere di Giunta, ci confrontiamo con gli Uffici. Necessariamente, in una situazione del genere ci occupiamo di prese d’atto, anche perché difficilmente si può ricusare un regolamento europeo. Ciò si determina anche dalla stasi nella distribuzione delle deleghe. In questo modo è tutto paralizzato. Dall’undici giugno prossimo l’opposizione sarà più serrata e intransigente».