
Luigi Di Maio e Matteo Renzi
Chi scrive si è più volte confrontato vis à vis, ed anche su quella piazza talvolta violenta dei social, sul voto di oggi. Ad ogni argomento, ad ogni punto sui programmi, ad ogni spunto della rassegna stampa, le risposte ottenute sono state le più decontestualizzate e volgari possibili. Questi Cinquestelle vogliono trasformare il Paese in una piazza urlante che inveisce e che condanna chiunque la pensi diversamente da loro. E’ vero, i parlamentari grillini hanno tagliato parte delle indennità restituendole al Microcredito (che non ha inventato il M5S), come anche Antonio Tajani ha restituito l’indennità di buonuscita da vice presidente della Commissione Ue quando fu eletto presidente dell’Europarlamento: 468 mila euro rifiutati senza clamori, senza post sui social, senza pubblicità e nel silenzio della propria onestà intellettuale ancora prima che politica. Un’iniziativa apprezzabile senza dubbio (quella dei grillini e a suo tempo di Tajani), ma che non può da sola rappresentare la ricetta per fare uscire il Paese dalla crisi. Il candidato premier Luigi Di Maio, incoronato da Grillo attraverso primarie farsa online, ha poi pensato al resto: zero proposte per il rilancio, impegnato com’è nell’attacco al Pd e a Berlusconi da una parte e nella difesa verso i grillini disonesti scivolati sui bonifici falsi della restituzione dall’altra parte.
E’ una scelta decisiva per le sorti dell’Italia, quella di questa domenica: da una parte il qualunquismo di un pugno di dilettanti allo sbaraglio, dall’altra parte il buongoverno del Centrodestra guidato da un vecchio saggio cui si potrebbero rimproverare molte cose, e da un aspirante leader che viene dal Nord cui potrebbero essere rimproverate altrettante cose. Per alcuni permane la scelta del meno peggio, per altri votare le liste del Centrodestra rappresenta l’alternativa migliore. Ad ogni modo è raccomandabile una riflessione molto attenta sul futuro del Paese. Tra il paroliere Renzi e la giovane marionetta (di Grillo e Casaleggio) Di Maio, il pericolo che si configura è il medesimo: consegnare l’Italia e gli italiani all’unica alternativa del nulla, tra una sinistra scaduta e un grillismo inutile e perfino pericoloso.