
Il sindaco di Paternò, Nino Naso.
Il sindaco di Paternò Nino Naso replica a muso duro dopo la pubblicazione di ieri, per mano della testata regionale siciliana Meridionews, che riporta uno stralcio di un report mensile stilato dall’Agenzia Ue per i diritti fondamentali, Ente indipendente della Comunità Europea che si occupa soprattutto di immigrazione, accoglienza e integrazione e che fornisce “consulenza alle istituzioni dell’UE e ai governi nazionali sui diritti fondamentali”, ed in particolare su “discriminazione, accesso alla giustizia, razzismo e xenofobia, protezione dei dati, diritti delle vittime e diritti dei minori”. Nel report dello scorso mese di settembre, pubblicato in questo mese di ottobre, viene riportato testualmente, tra gli altri: “…Inoltre il sindaco di Paternò ha espresso pubblicamente la sua opposizione alla decisione del Prefetto di trasferire 50 richiedenti asilo in un Centro di Accoglienza, così come il territorio è stato influenzato dall’alto tasso di criminalità”, riferimento all’azione del sindaco Naso inserito addirittura nella sezione denominata “Incitamento all’odio”.
A seguito di tale pubblicazione, si è sollevata una significativa polemica sui social e su altre testate giornalistiche, tanto da costringere il sindaco Naso a replicare. Sul tema il primo cittadino ha dichiarato che “Ho detto e ripetuto più volte che questa città non è attualmente in grado di accogliere e gestire l’arrivo di migranti in modo incondizionato, senza alcun controllo, senza opportune verifiche dei luoghi interessati ed ovviamente in barba alla sicurezza dell’intera città già in alcune sue parti sensibilmente compromessa”, e poi che “Ho intrattenuto un incontro con il Prefetto di Catania al quale ho esternato tutte le mie preoccupazioni nell’interesse esclusivo della comunità che rappresento, una comunità che ad oggi si ritrova a condividere nella sua larghissima parte tale linea da noi assunta”. Quindi un attacco a muso duro all’Ue: “Questa Europa getta ombre inquietanti e vergognose su sindaci che lavorano sedici ore al giorno senza sosta, e che al tempo stesso ignora il grido di aiuto dei cittadini europei, nel nostro caso di cittadini paternesi verso cui rivolgo le mie più forti attenzioni ogni giorno”. Riferimento anche ai privati che lucrano sulla falsa accoglienza: “Siamo contro l’accoglienza che diventa business, siamo contro le decisioni assunte dall’alto senza che ci si confronti con chi governa gli Enti Locali”. Ed infine la presa di posizione definitiva: “Se il tema diventa l’imposizione dell’accoglienza incondizionata e fuori controllo di immigrati clandestini a Paternò, pagata con i soldi di tutti e a dieci metri da una scuola materna, dico che ci opporremo con ogni mezzo possibile”.