Il Partito democratico perde pezzi. Da un lato un gruppo di giovani, dall’altro un dirigente di vecchia data: il parlamentare regionale uscente Pino Apprendi. Un mini-esodo, al momento. Ma lo scarso spazio in lista, figlio del ridotto numero dei seggi e della ricandidatura di tanti uscenti, potrebbe nei prossimi giorni far assumere a questo fenomeno una dimensione più rilevante. Di recente anche l’ex segretario regionale dei Ds, Tonino Russo, ha rinunciato a una candidatura nel Pd per correre con Arcipelago Sicilia di Leoluca Orlando.
LO STRAPPO DI APPRENDI. A fare più rumore l’addio di Apprendi, esponente storico della sinistra palermitana, proveniente dai Ds. Apprendi è stato eletto all’Ars la prima volta nel 2006, poi si è confermato nel 2008. Nel 2012 è stato il primo dei non eletti nella lista del Pd ma è subentrrato alla fine dell’anno scorso a Francesco Riggio, sospeso in seguito a una condanna. “Aderisco al progetto di Claudio Fava – dice Apprendi – convinto che possa essere risolutore per i tanti problemi che ci ritroviamo, principalmente perché il governo guidato da Crocetta è stato condiviso dal centro sinistra con protagonista il Partito democratico. Sin dalle prime riunioni del Pd , dichiarai che per parlare della nuova competizione elettorale, bisognava sciogliere il giudizio sull’operato del governo Crocetta, che a mio avviso era veramente disastroso, mentre c’era chi sosteneva che non tutto era da buttare. Questa diversità di giudizio non mi avrebbe permesso di fare una campagna elettorale sincera nei confronti degli elettori e di tutti i cittadini”. Prosegue Apprendi: “Il mio giudizio sul governo è netto, la Sicilia è arretrata su tutto, sopratutto sul fronte del lavoro e dei rifiuti, per questo metto a disposizione della lista ‘Cento passi’ la mia storia e la mia esperienza, candidandomi nel collegio di Palermo. Il lavoro il nostro obiettivo, indispensabile per lottare contro la criminalità”.
GIOVANI IN FUGA. Sono quaranta i Giovani democratici della provincia di Catania che hanno deciso di non rinnovare la tessera dell’organizzazione ed uscire dal Partito democratico, guidati da Federica Barbato, segretaria Gd di Pedara, e da Salvatore Trovato, responsabile università dei Gd di Catania. Con loro, ragazzi e ragazze provenienti da più comuni della provincia, “stanchi ormai della linea politica del Pd e non convinti del clima che vi si respira all’interno, specie nella realtà catanese, dove il peso delle correnti e delle segreterie politiche ha soffocato il dibattito interno e reso il partito un vuoto contenitore lontano dai bisogni e dalle esigenze delle persone”. La scelta è quella dunque di non rinnovare il tesseramento 2017 dei Gd e di intraprendere un nuovo percorso. Per questo si guarda “con interesse al percorso unitario a sinistra guidato da Articolo Uno – Movimento democratico e progressista, concretizzatosi in Sicilia nella candidatura e nella coalizione intorno alla candidatura di Claudio Fava a presidente della Regione siciliana, e alla nascita del movimento giovanile della Sinistra a livello nazionale, costituitosi a Roma nella scorsa domenica”. Repubblica Palermo