
Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, nella Loggia d’Onore del Quirinale al termine delle consultazioni del il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Roma, 15 febbraio 2014.
ANSA/CLAUDIO ONORATI
«Nessuno può dare a noi lezioni in materia di riforme”. È un Silvio Berlusconi combattivo quello che partecipa – seppur in videomessaggio – alla manifestazione di Forza Italia organizzata a Milano da Maria Stella Gelmini. “Già nel 1995 alla Camera io pronunciai un discorso nel quale delineavo i principi di una vera riforma costituzionale, indispensabile per adattare la nostra Costituzione a tempi profondamente cambiati rispett oal 1948”, ricorda il Cavaliere caricando i suoi e i comitati per il No in vista del referendum del 4 dicembre prossimo, “E nel 2005 fu la nostra maggioranza ad approvare in Parlamento una grande e innovativa riforma che la sinistra però riuscì a bloccare l’anno dopo con un referendum che fece perdere al paese altri dieci anni”.
“Proprio in questo spirito, inizialmente, abbiamo provato a dare fiducia alle affermazioni di Renzi e del Pd, che dicevano di voler scrivere una riforma condivisa, nell’interesse dell’Italia e degli Italiani”, aggiunge Berlusconi, rispondendo a chi critica il partito di aver dato credito alla maggioranza, “Ci siamo chiamati fuori quando ci siamo accorti che la loro intenzione era un’altra: era quella di cucirsi un abito su misura per Renzi e per il suo governo che non hanno mai avuto il consenso degli Italiani. Per Renzi è l’ultima occasione di rilancio: spera di ottenere quella legittimità popolare che non ha mai avuto. Il governo sta cercando di spaventare gli italiani, di preoccupare le cancellerie straniere e i mercati”.