Terremoto, tra le macerie strisciano già sciacalli e giustizieri

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mentana

di Ruggero Zanetti Megazzini

24 Agosto 2016. Sono già trascorsi sette anni dal drammatico terremoto che ha colpito l’ Aquila nel 2009, eppure sembra che qui – nelle terre di confine tra il Lazio e Marche – esso non abbia lasciato alcun insegnamento. Certo, un terremoto non è prevedibile ma si potrebbe efficacemente contrastare (vedi il caso di Norcia) se le infrastrutture venissero costruite con criterio. Ad Amatrice, per esempio, una scuola inaugurata solo un paio di anni fa è crollata. Il dato più allarmante è che fosse stata dichiarata antisismica dalle autorità (in)competenti.

Concentriamoci su quello che sta mostrando l’Italia-bene in queste ore. Numerosi volontari sono partiti da tutta l’Italia e persino dall’estremo sud per assistere i superstiti, ci sono persino venti magrebini, richiedenti asilo, pronti a farsi in quattro per soccorrere i più bisognosi. Tutto questo mentre sui social iniziano a gironzolare commenti che puzzano di fascismo, razzismo e ignorantismo (una nuova tendenza politica piuttosto in voga). A questo punto sembrerebbe che le cose, almeno sulla carta, vadano per il verso giusto: ma in effetti i politicanti megafonari – accompagnati da moralisti sciacalli e giustizieri affamati – sono già pronti ad avventarsi contro l’amministrazione di turno, senza rendersi conto che in queste occasioni è meglio tacere e lavorare anziché sproloquiare e concludere poco. Ma del resto, se facessero e non parlassero, non sarebbero politici.