
Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia
Berlusconi chiude ogni possibilità di riavvicinamento a Matteo Renzi ed esclude categoricamente anche quella sorta di “baratto politico” cui si è accennato nei giorni scorsi: opposizione soft sul sul Referendum in cambio di modifiche all’Italicum, che con tutta probabilità Renzi sarà costretto ad apportare in ogni caso. Durante la sua degenza in ospedale in molti si erano chiesti se il Cavaliere avrebbe approfittato del malore per gettare la spugna e dire addio alla politica. La risposta è arrivata da lui stesso: neanche per idea. Prima attraverso un messaggio fatto recapitare da Sestino Giacomoni a tutti i coordinatori azzurri («Non lascio e non lascerò mai Forza Italia. Mi aspetto che voi facciate altrettanto»); poi in viva voce appena varcata la soglia del San Raffaele («Spero di aver le forze per essere ancora utile al Paese»). Accanto a sé, il fidato Valentino Valentini: serio, composto, affidabile ma soprattutto cinghia di trasmissione tra il leader e il partito. Secondo il quotidiano IlGiornale, tanto la linea politica appare chiara e netta: nessuno sconto al governo Renzi e lotta dura contro le riforme costituzionali di Boschi & C. Non c’è alcun Nazareno all’orizzonte né una sorta di baratto tra le modifiche alla legge elettorale e un atteggiamento morbido sul «No» al referendum. Il ragionamento che si fa ad Arcore è più o meno il seguente: se Renzi perde al referendum comincia tutta un’altra partita. Il premier sarà costretto a rivedere l’Italicum e poi sarà il capo dello Stato a sbrogliare la matassa perché di fatto si aprirà la crisi.