Allerta massima in Medio Oriente, dove la tensione è salita alle stelle dopo che Israele ha avviato una nuova “invasione limitata” in Libano, scatenando una reazione da parte dell’Iran, che ha attaccato il territorio israeliano. “L’apertura del fronte libanese e l’intervento diretto dell’Iran hanno inevitabilmente aumentato il rischio di un conflitto su larga scala nella regione”, ha affermato Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, parlando alle commissioni riunite di Esteri e Difesa di Camera e Senato, insieme al ministro della Difesa Guido Crosetto. Pur ribadendo che “Israele ha il diritto di difendersi da Hezbollah”, Tajani ha sottolineato che una “guerra generalizzata” sarebbe “una tragedia immane, fuori controllo, che provocherebbe anni di devastazione e perdite umane”.
Nonostante questo quadro fosco, Tajani ha aggiunto: “C’è ancora spazio per evitare una guerra che coinvolga l’intero Medio Oriente: invitiamo alla responsabilità tutti gli attori regionali”. Il principale obiettivo resta dunque “la riduzione della tensione, iniziando con un cessate il fuoco in Libano e Gaza”. Per ottenere questo risultato, si stanno intensificando gli sforzi diplomatici con tutti i Paesi coinvolti, inclusa l’Iran: “Non abbiamo mai celato le nostre preoccupazioni per il ruolo destabilizzante di Teheran nella regione, già estremamente fragile. Tuttavia, in questa fase, riteniamo fondamentale mantenere aperti i canali di dialogo con l’Iran”.